
Settembre colpito da una febbre concessa a pochi, una distinzione latente dagli altri mesi più giulivi o più decisi. Settembre detto il nero, il terrorista, il triste, che non serve a cambiare le cose e le persone, come canta Graziani.
Settembre non è l’ideale per gli incontri d’amore. Agosto e le sue follie sono troppo vicine e l’inverno come la primavera tardano arrivare e stabilizzarsi dentro l’anima. Ma ogni settembre nascono storie già impallidite dal clima, meno di quelle che si chiudono in fretta coscienti che i giorni di sole d’estate hanno abbagliato i sogni e le voglie di essere “insieme”.
La storia era nata così, tra un clima di fine e un inizio acerbato di giorni spaesati, passeggiando in un parco infogliato, vicino al laghetto finto, delimitato da piccoli bordi di roccia finti, dove abitavano cigni veri e tanto belli da sembrare finti anch’essi insieme al loro piccolo mondo.
Irma la dolce, un nome raro ed un suffisso ereditato da Irma più nota, così come gli amici solevano prenderla in giro per sottolineare la sua pacata espressione di fronte alle storture di un’esistenza dura e malvagia che la vita le aveva riservato. Forse era meglio Irma la triste, ma Irma taceva e non si opponeva a quell’unico attributo positivo dell’animo, che le consentiva di illudersi sulla propria tristezza per tramutarla in dolcezza, pur sapendo che tutto ciò era più finto del laghetto che le bagnava i piedi.
Piegando la testa verso il cielo beveva le poche gocce di pioggia che riusciva ad afferrare e sorrideva ad occhi chiusi, contenta ed illusa ancora di aver mangiato cielo a colazione.
Gaudio era rapito da quell’immagine e la osservava a pochi passi, attento a non disturbare quel quadro a quattro dimensioni, lasciando continuare fino al proprio cuore tutta l’emozione che provava, rimanendo seduto accovacciato in una quinta dimensione d’estasi e desiderio.
Come ogni giorno di Settembre era lì vicino al parco a lavorare, con le castagne al fuoco ancora non del tutto pronte per i coni deboli di carta, per i sorrisi degli avventori avidi di caldarroste e di scaldacuori. Così le chiamava: “scaldacuori”. L’aveva scritto rimarcato sull’insegna del proprio carrettino e su ogni foglio a mano, con una matita nemmeno colorata, eppure con una grazia piena di allegria. E convinceva.
Il pirellone era strapieno di geni del marketing surclassati da un’idea così semplice e azzeccata. Anche loro, con le cravatte ancora strette, scendevano a comprare scaldacuori per i loro bimbi (e un po‘ per sé stessi), prima di risalire verso casa ai bordi di una città e di un’esistenza vuota ma ben programmata.
Gaudio non s’era mai posto il problema di un incremento di fatturato, gli bastava il profumo delle caldarroste e a quello attribuiva il suo successo. Offrire castagne era il suo lavoro da Settembre fino a quando la materia prima permetteva. Anche “offrire” se stesso era importante e in quel momento sapeva che lo sarebbe stato fino a quando la materia prima permetteva. E quello era il momento ideale, il giorno ideale in un mese ideale.
- Signorina Irma?
- Ah, Gaudio… sei tu.. Perdonami, ero sovrapensiero..
- Posso?
- Si che puoi, sei sempre gentile, grazie.. Sono così profumate..
- Meglio delle rose.. Sono scaldacuori.. I più belli del mio carretto..
- Lo so, Gaudio, lo so.. Me lo ripeti ogni giorno da quando ci siamo incontrati..
- Che volete, la qualità dell’offerta non cambia.. Ed anche i miei sentimenti..
- Sei dolce Gaudio, più delle tue castagne.. Sai già la risposta..
- Sapete anche allora quanto io sia tenace, e quanto vorrei che diceste ciò che io bramo..
- Un uomo d’altri tempi..
- Il tempo passa Irma..
- Il tempo è passato, Gaudio..
Le mani di Irma vanno a cercare la treccia legata in un giro in cima alla testa, sciogliendo al ritorno un lungo sensuale cascare di fili d’argento.
Le mani di Gaudio si sfregano sopra la giacca di lana e poi intimidite accarezzano quasi sfiorando la chioma di Irma.
Si toccano gli occhi, sospirano entrambi, si guardano a lungo, si danno la mano, si avviano insieme, spostando il carretto per un’altra città..
- Irma, la dolce mia sposa..
- Ho già sessant’anni, mio Gaudio..
- Fra un po’ mi sorpassi, mia gioia..
- Mi passi le scarpe?
- Prendete le mie, mia regina, non fa così freddo a Settembre vicino le mie caldarroste..
- Ti sbagli mio amore.. Non farà mai freddo, vicino all’incanto e al profumo dei tuoi scaldacuori…
Un bacio.
Un sorriso.
Settembre riprende a girare nel parco, contento di esser più dolce, di avere più gaudio, e annusa nell’aria l’incenso di quel carettino che ha dato colore al suo stare, tra agosto ed ottobre, ripieno di foglie a colori e storie d’amore mai stanche degli anni, mai stanche dei versi, mai stanche di freddo e dolori, e piene e felici di semplici rose marroni bruciate, capelli d’argento e scarpe indossate un po’ a turno, come pegno d’amore e presenza cosciente dell’indissolubile “ricevere e dare“.

8 commenti:
E tu Ang? non passi più a trovarmi? ti va se faccio del pane e nutella?
ma ciao leo,nn era mia intenzione disertare ma ho avuto problemi di portatile...vai con il pane e nutella...ottimo!!!
La mamma mi dava Nutella.
Che pubblicità becera.
Non c'è bisogno di fare pubblicità alla Nutella.
Se la fa da sola.
Chi l'assaggia non torna più indietro. Dimmi di no sei hai coraggio.
Tema.
Titolo: Nutella.
Svolgimento:
Aborro le confezioni monodose, buone solo ad essere infilate nella giacca di nascosto, al tavolo della colazione dell'albergo.
Io compro sempre il boccaccio, perchè anche nel bicchiere la quantità è misera e non regge.
Non uso mai il coltello, sempre il cucchiaio, e indovina il perchè..
Tolto il tappo, buco leggermente lo strato di cartalluminio protettivo e.. aspiro.. il profumo di nutella mi invade le narici, sono già perso.
Sorrido senza volontà razionale, e l'acquolina mi costringe a deglutire.
Finisco di asportare la protezione e la guardo dall'alto.
Bellissima..
Vale la pena stare a contemplarla per un po'.. in adorazione mistica..
Poi con il cucchiaio eseguo la prima mossa.
Smuovo la superfice, sfregandola, giro a vortice delicatamente il cucchiaio, lasciando che gli umori di superfice di perdano nel vortice sottostante.
Quando la sento pronta tolgo il cucchiaio ancora impastato e lo succhio chiudendo gli occhi, giocando con la lingua sulla parte concava, e con i denti su quella convessa.
Non posso che mugolare in quei momenti..
Mmmm.. è esattamente quello che mi viene da dire..
Poi apro gli occhi e vedo la kilometrica distesa di pane a baguette.
Infilo il coltello e mi preparo ad aprire il pane in due.
Ma un pensiero libidico mi sconvolge i neuroni.
Taglio la fetta più lunga che ci sia, ovvero lascio la baguette intera.
L'odore del cioccolato intanto mi prende l'anima..
Torno con il giocattolino di pane su cui stendere la crema..
Guardo di nuovo il boccaccio dall'alto, il mio sguardo sprofonda,
la mia mente impazzisce di desiderio..
e lo fa..
fa quello che sempra più assurdo e senza regole..
Tengo saldamente il boccaccio dal fondo con la mano sinistra e con la destra infilo, di forza, deciso e tenero, la punta della baguette nell'antro cremoso.
Lo agito all'interno verso destra e verso sinistra, estraendolo e rinfilandolo più volte, sempre più a fondo, fino a sentire il fondo, lentamente e velocemente, lasciandomi guidare dal profumo vanigliato.
Alla fine esausto lo estraggo e lo lecco tutto avidamente, sporcandomi le labbra e le guance, in preda ad un piacere senza sconti, appagante, da svenimento..
Lo finisco mordicchiandolo ai lati e sulla punta e leccando lungo tutta la baguette il cioccolato rimasto..
Poi
ricomincio,
felice,
cantando con il Liga,
"fino a quando fa male,
fino a quando ce n'è.."
Con le gocce di cioccolato che intanto colano dagli angoli della bocca, prontamente riprese con la lingua, o riprese con le dita, già pronte da succhiare senza tregua..
Mmmm.. Ehi tu, Ang.. ne vuoi?
Non l'avevo mai sentito chiamare "boccaccio" il barattolone, intendi quello col tappo a vite, o sbaglio?
Caro Leo^^, c'è uno che, però, a Nutella, ci batte tutti:
http://tinyurl.com/4dmrx7
@Ange:
;)
O.o O.o O.o O.o O.o ....
vedo che ogni cosa che fai te l'appassioni fortemente!!!
credo che mangiare nutella nn sarà piu la stessa cosa!! ahahahah
Già, M@mi. Boccaccio. Come il poeta. Non è un leologismo, è un mammologismo. E' il termine con cui lo indica mia madre, traslitterato da un dialetto stretto.
Il tappo a vite corrisponde.
La quantità pure.
La mamma sempre.
Io corrispondo con voi.
@Ang, dalla nomea di traditora passerai anche a quello di sacrilega. La nutella è sacra. Come vuoi mangiarla? Distrattamente? Spalmata con il coltello su pane volgare, così risicata che si vede la mollica sotto? Su una fettina piccola come mezzo cracker?
SA CRI LE GIO!
iO: Pdor: figlio di kmer, della tribu di istar, della terra desolata del kfnir, uno degli ultimi sette saggi: bvur, ganer, hastaparil, ghivin, ganit, ciuciul e palar..
Pdor: colui che era, colui che è e colui che sempre sarà. Ciucia chi e ciucia là.
Pdor: colui che ha sconfitto i demoni Sem, che ora vagano per il mondo domandandosi: Ma nu, chi sem?
Pdor: colui che ha assaggiato il mitico cibo degli dei: la piadeina!
Ecco. Cibo degli dei. Nome giusto per la Nutella. Cosa può esserci di più incantevole? Nulla. Se il ridolo caviale, il tartufo puzzolente e le ostriche tossiche, costano quello che costano, QUANTO potrà essere il valore di una tale portento per le papille gustative? Inestimabile. Propongo di nominare la Nutella bene protetto dell'umanità, propongo di inviarla nel prossimo messaggio agli alieni, anzi no, che poi ci invadono. Propongo che venga canonizzata come già fatto con il caffè, insieme a bonolis e laurenti.
Quanto ti amo nutella mia? Lascia che te ne conti i modi..
Insomma @Ang vuoi partecipare a questo nutella party?
No Nutella, no party.
nunu... solo io posso dire ad Ange "traditora"... sennò giù di duello per difender l'onore suo! Guai a chi mi tocca Ange! :)
SiSi, nel frattempo gugol mi ha svelato il mistero del barattolo-letterario :)
Non lo sapevo, lieta di aver incontrato un nome nuovo.
Nei vostri giochi alla nutella, invece, non mi intrometto.
E' vero ch'è assai bella,
ma la rispetto! :)
-.-"" ... ehmmm.... e dopo questa fantastica rima, posso anche seppellirmi (di nutella, mi sembra ovvio, ma davvero però)
nox
M@
si si che partecipo al nutella party...dopo il pizza party ci sta!!
ahahhaha M@MI :*
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